sabato 9 ottobre 2010

Asia

Sì lo ammetto, sono abbastanza scaramantica ed è per questo che non ho scritto prima, ma la vittoria a Ningbo in Cina è stata eccezionale e non si può non descriverla. Venivo da un periodo un po' così così, l'anno era iniziato molto bene in Australia e poi poco o niente... Qualche turno vinto qua e là ma troppo poco.
Inevitabile la discesa in classifica. Persi i punti della semifinale a Portoroz dell'anno scorso e soprattutto la finale a Guangzhou: il risultato è stato uscire dalle top 100. Per come stavo giocando avrei meritato sicuramente qualche vittoria in più, ma è anche questa la dura legge dello sport: se non vinci non vai avanti.
Ma dico la verità, dopo che ho perso tutti quei punti era come se mi sentissi più leggera, come se mi fossi tolta un peso. Sapevo che potevo tornare nelle 100, avevo a disposizione altre occasioni, avevo bisogno di ritrovare fiducia e solo vincendo partite potevo ritrovarla.
Così è stata azzeccata la scelta di scendere di livello e giocare degli ITF al posto dei grossi WTA e ho sfruttato subito la chance, ironia della della sorte di nuovo in Cina. Sembra che questa nazione mi porti bene nonostante il clima molto umido e il cibo a dir poco disgustoso! Vi dico solo che mi son ritrovata a pranzare con pane e marmellata da quanto non potevo più vedere quel mangiare!
Sono arrivata a Ningbo un po' preoccupata non sapendo cosa mi aspettasse.. e invece l'hotel era uno spettacolo, forse uno dei più belli mai visti. Della città non ho visto molto, stavano comunque costruendo parecchio e il circolo era tutto nuovo con un bel centrale e una struttura fissa con campi indoor. Meno male perchè per buona parte della settimana ha sempre piovuto. Ho giocato 3 match su 5 al coperto!
Per fortuna in semifinale e finale ho potuto tastare il campo centrale. Il match più difficile è stato sicuramente la semi contro la cinese Zhang, in cui perdevo 6-1 3-1. Forse un pò disorientata dal campo e dal fatto che si giocava fuori dopo una settimana di indoor, ma poi sono riuscita a ribaltare la situazione che mi vedeva praticamente "in doccia" nonostante l'avversaria in alcuni momenti non sia stata proprio corretta e sportiva nell'atteggiamento.
Appena ha cominciato a perdere game si è innervosita e ne aveva per tutti, urlava contro l'arbitro, con me, col pubblico che non stava fermo e perdeva tempo di proposito forse convinta di darmi fastidio, ma mai come in quei momenti ero tranquilla e decisa a vincere. Ho fatto un buon match anche in finale, faceva parecchio caldo il primo giorno di sole. E' stata una gioia immensa, sudata, sofferta, lottata fino all'ultimo da sola, goduta poco ma ad avercene di momenti cosi...
Giusto il tempo della premiazione che c'era la valigia da preparare..destinazione Tokyo per un altro challenger. Lì ho vinto due partite ma poi ho preso una bella stesa nei quarti dalla Morita. Che dire, lei sembrava spiritata, qualsiasi palla toccasse era un vincente o quasi e io ero forse un po' troppo spenta e vuota. Anche quel giorno in campo presto, come in Cina tutti i giorni alle 10, ma quel giorno un orario insolito: le 9.50 del mattino, perchè era in arrivo il principe del Giappone e serviva la massima puntualità e in campo inchino d'obbligo per il saluto... c'era da ridere!
Ora sono a Osaka per l'ultimo torneo di questa lunghissima trasferta asiatica e c'è da riprendersi la rivincita contro la Morita, che affronterò al primo turno. Ciao a tutti..

1 commento:

Alessandra ha detto...

Ti abbiamo visto giocare oggi a Auckland, brava!!!!

Happy New Year

Alessandra

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